Consigli · 28 settembre 2026
Come fare una newsletter gratis, passo per passo
Si può fare una newsletter senza spendere nulla? Sì: ecco i 7 passi per partire gratis, dal dominio al primo invio, pensati per piccole attività.
Sì, una newsletter si può fare gratis: basta una piattaforma con piano gratuito, un indirizzo email sul tuo dominio configurato bene e una lista di contatti che ti hanno dato il consenso. Per una piccola attività con meno di 500 contatti il costo della piattaforma può essere zero; l'unico investimento vero è qualche ora del tuo tempo. Qui sotto trovi i passi, nell'ordine giusto.
Cosa ti serve prima di iniziare
- Un dominio: se hai un sito (per esempio pizzeriadamario.it) ce l'hai già. Serve per mandare da info@pizzeriadamario.it e non da un indirizzo Gmail o Libero.
- Una piattaforma di invio con piano gratuito. Su MailerEnergy il piano gratuito arriva a 500 contatti e 2.000 email al mese, senza carta di credito.
- Dei contatti con consenso: clienti che hanno lasciato l'email e hanno accettato di ricevere comunicazioni.
- Un'idea di cosa raccontare: novità, offerte, consigli, eventi.
Passo 1: non mandare la newsletter da Gmail
La tentazione è scrivere a tutti in copia nascosta dalla propria casella. Non farlo: la casella personale ha limiti di invio giornalieri, non gestisce le disiscrizioni e rischia di essere bloccata. In più, chi riceve vede un messaggio che sembra spam. Una piattaforma di newsletter, anche gratuita, risolve tutti questi problemi.
Passo 2: configura il dominio (SPF, DKIM, DMARC)
È il passo che quasi tutti saltano ed è quello che decide se le email arrivano in posta in arrivo o nello spam. Dal 2024 Gmail e Yahoo chiedono a chi invia email in quantità di autenticare il dominio con SPF, DKIM e DMARC e di offrire la disiscrizione con un clic. In pratica si tratta di aggiungere tre righe nei DNS del dominio, dal pannello dove l'hai registrato. La piattaforma ti dice esattamente cosa copiare.
Quando hai finito, verifica con il controllo gratuito del dominio: ti dice in pochi secondi se i tre record ci sono e se sono scritti bene.
Passo 3: importa solo contatti con consenso
Il file Excel con "tutti i clienti degli ultimi dieci anni" non è automaticamente una lista da newsletter. Importa solo chi ti ha dato il consenso a ricevere comunicazioni, e tieni traccia di quando e come l'ha dato. Liste comprate o indirizzi trovati sul web sono da escludere: oltre al rischio legale, rovinano la reputazione del dominio. Per approfondire leggi newsletter e GDPR: cosa serve davvero.
Passo 4: crea un modulo per raccogliere nuovi iscritti
Una newsletter vive se la lista cresce. Con il modulo della piattaforma puoi mettere l'iscrizione sul sito, in un link su Instagram o in un QR code alla cassa. Qualche esempio concreto:
- Ristorante: QR code sul tavolo o sul conto, "iscriviti e ricevi il menù della settimana".
- Palestra: iscrizione alla newsletter nel modulo di adesione, con casella del consenso separata.
- Negozio: cartello in cassa "lascia l'email per sapere per primo dei saldi".
Altre idee in come raccogliere gli indirizzi email dei clienti.
Passo 5: prepara un modello semplice
Non serve un grafico. Un buon modello per una piccola attività ha: logo in alto, un titolo, due o tre blocchi di testo brevi, un pulsante con una sola azione chiara (prenota, passa in negozio, rispondi a questa email) e in fondo indirizzo, contatti e link di disiscrizione. Meno immagini metti, meglio viene letto anche dal telefono. Salvalo come modello e riusalo ogni volta.
Passo 6: scrivi l'oggetto e fai una prova
L'oggetto deve dire cosa c'è dentro, senza maiuscole e senza troppi punti esclamativi: "Il menù d'autunno è arrivato" funziona meglio di "OFFERTA IMPERDIBILE!!!". Prima di inviare a tutti, manda una prova a te stesso su Gmail e sul telefono, controlla link e immagini, e passa il testo nel test spam gratuito.
Passo 7: invia e guarda i risultati
Dopo l'invio guarda tre numeri: quante email sono state consegnate, quanti hanno cliccato e quante persone si sono disiscritte. Le aperture vanno lette con cautela, perché alcuni programmi di posta (come Apple Mail) le registrano in automatico. I clic e le risposte sono un segnale più affidabile. Qualche disiscrizione è normale: è la lista che si ripulisce da sola.
Quando il gratis non basta più
Il piano gratuito va benissimo finché resti sotto i 500 contatti e le 2.000 email al mese: con 400 contatti puoi mandare una newsletter a settimana. Quando la lista cresce, i piani di MailerEnergy partono da 19 € al mese (IVA non applicata, regime forfettario). Se invece non hai tempo per dominio, modello e importazione, c'è la campagna chiavi in mano a 149 € una tantum: configuriamo noi tutto e seguiamo il primo invio.
Gli errori da evitare
- Mandare con tutti gli indirizzi in chiaro nel campo "A" o "Cc": è una violazione della privacy dei tuoi clienti.
- Saltare la configurazione del dominio "perché tanto sono poche email".
- Inviare una volta sola e poi sparire per sei mesi: gli iscritti si dimenticano di te.
- Scrivere solo offerte: alterna con consigli e novità utili.
Questo articolo è informativo e non sostituisce il parere di un consulente legale.
Domande frequenti
Si può davvero fare una newsletter gratis?
Sì. Con un piano gratuito come quello di MailerEnergy (fino a 500 contatti e 2.000 email al mese) il costo della piattaforma è zero. Serve un dominio proprio, che spesso l'attività ha già con il sito.
Posso mandare la newsletter dalla mia casella Gmail?
Meglio di no: le caselle personali hanno limiti di invio, non gestiscono le disiscrizioni e i messaggi di massa rischiano di finire nello spam o di far bloccare l'account. Usa una piattaforma di invio con il tuo dominio.
Qual è il passo più importante per non finire nello spam?
Configurare SPF, DKIM e DMARC sul dominio da cui invii. Gmail e Yahoo li chiedono a chi invia in quantità e senza di loro le email vengono spesso filtrate. Puoi verificarli con il controllo gratuito del dominio.